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    August 21

    Rosa d'ambulante, pericolo costante

    Palermo, oltre ad essere frequentata da cittadini e parcheggiatori abusivi, si avvale della presenza poco discreta dei venditori ambulanti di inutilità: rose, sveglie, occhiali fotonici per cerebrolesi, gingilli, accendini di tutti i tipi… e ultimamente anche aggeggi di dubbio gusto. Sì, mi riferisco a quei simpatici e apparentemente innocui delfini vibranti. Vi siete mai chiesti a cosa servono? Aguzzate l’ingegno.
    Io non sono razzista, ci tengo a precisarlo. Anche perché quello che trovo sbalorditivo di questa gente è che nonostante la vita sfortunata cui sono costretti, sorridono sempre, come se tutta questa miseria non li toccasse.
    Io solo non capisco.
    Ora, non che io voglia fare lezioni di marketing alla popolazione immigrata, ma mi sembra abbastanza logico che se su 100 mq di piazza 25 venditori ambulanti vendono gli stessi prodotti, la possibilità di concludere affari vantaggiosi e proficui si abbassi notevolmente. Legge della concorrenza.
    - “Se poi vedi che non ho acquistato nulla da Hassam nella precedente ora, perché dovrei acquistare da te che mi proponi la stessa cosa?”- replico sempre.
    Cerco sempre di spiegarglielo, ma sembrano non rendersene conto.
    - “Intanto come ti chiami?”
    - “Abudlhai Hidiuk Sharazam” ( o meglio questo è quello che credo di aver sentito…).
    - “Per comodità ti chiamerò Salvatore”,  gli dico convincendolo che il suo nome tradotto il italiano sia proprio quello. “Senti, Totò, perché dovrei acquistare da te e non dal tuo collega?”
    - “Perché io vendo te tre accendini a uno euro”
    - “Anche quello prima di te, voleva vendermi  tre accendini a uno euro”
    - “Allora io vendo te questi belli occhiali verdi con luci accende spegne”
    Inspiro profondamente e dico “Scusami, ma ti pare che io sia il tipo che indossi questi occhiali?”
    Mi rendo conto che sta fissando le mie scarpe color arancio, con fiore fucsia applicato. (Sì ok… ok… ma sono costate un occhio della testa).
    Con un nonsoché di sberleffo alza lo sguardo e riprende:
    - “Allora una sveglia? Un ventilatore bzzz? Orologio vero buono?” (sul quadrante nel frattempo leggo “Nolex”.
    “Non voglio niente, voglio solo spiegarti perché tu non farai affari questa sera”, dico cercando di bloccare la televendita.
    Salvatore comincia a infastidirsi. Il sorriso plastico comincia a trasformarsi pian piano in un labiale di maledizioni. Se ne va corrucciato a proporsi al prossimo cliente.
    Adesso Salvatore quando mi incontra si defila… chissà perché…
    Per sì e per no tocco ferro.
    Che poi ovunque vai sono sempre gli stessi. Oramai ci riconosciamo e ci salutiamo.
    - “Ciao amiga”
    - “Sì, ciao, amigo…”
    I venditori di rose sono certamente i più pericolosi, capaci di alterare gli equilibri anche della coppia di fidanzati d’uopo. Proprio a loro non importa se stai litigando ferocemente con il partner oppure magari stai facendo o ricevendo una proposta di matrimonio, comunque sono sempre pronti a mettere in mezzo la tipica rosa morta di vecchiaia raccolta al cimitero. Le nuances variano dal rosso muffa al rosa confetto scaduto (scala dei colori di windows).
    Alcune volte sono convinta abbiano il dono dell’ubiquità. Dono capace di crearti fastidiosi contrattempi.
    Qualche giorno fa mi raccontava un mio amico iperfidanzato che durante uno degli aperitivi pomeridiani al Robinson, mentre era intento a fare il cascamorto con una ragazza, uno di questi ragazzini ambulanti si è avvicinato a loro, appunto per vendergli il consueto fiore. Il mio amico, che per comodità e privacy chiameremo Giocondo, infastidito dall’insistenza del ragazzino, per fare lo splendido agli occhi della femminella, ha dato un euro al trafficante di rose in cambio della smaterializzazione istantanea di lui stesso.
    Quella stessa sera Giocondo ha avuto la pessima idea di uscire con la sua iperfidanzata ed andare in centro a cenare. Scalogna, o chi per lei, vuole che mentre i due si godono il loro Tête-à-Tête, si avvicina lo stesso trafficante di rose del pomeriggio che riconoscendolo esclama: “Amigo, ma come ti è finita oggi con la biondina?
    Potete immaginare cosa sia successo da lì a poco: Giuditta e Oloferne.
    Giocondo suda freddo, Gioconda si alza infuriata e comincia a fare l’interrogatorio al rosivendolo (così li chiamo) che con un certo compiacimento perfido risponde come uno scolaro diligente a tutte le domande.
    Roba da Real tv (“Cosi ri fuoddi” for sicilian student). I due cominciano a litigare animosamente, il ragazzino preoccupato per la sua incolumità molla le rose sul tavolo e si allontana correndo. Giocondo non può far altro che negare e pregare anche il bue e l’asinello affiché Gioconda gli creda.
    Real tv, e una settimana dopo:
    Giocondo ora non ha più una fidanzata. In compenso ha un bel mazzo di rose tonalità rosa confetto scaduto e rosso muffa.




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