Arianna's profile...I colori dell'anima.....PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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June 19 Dagli appendini alle anteIo amo viaggiare, conoscere posti nuovi, fare la cittadina del mondo, ma se penso che devo preparare la valigia, tutto questo entusiasmo comincia a scemare progressivamente. Ogni volta mi riprometto di pensarci con qualche giorno di vantaggio e invece mi riduco sempre la notte precedente. Mi agito per casa cercando le classiche cose che “un momento prima erano lì” e un’ istante dopo sono state ingoiate dal Nulla. Ebbene si, dovete sapere che casa mia è colpita da uno strano fenomeno di Poltergeist che provoca la scomparsa improvvisa di tutto ciò che è destinato a sparire nel momento in cui ti serve. Quando devi fare la valigia questo fenomeno si presenta con più insistenza.
- “Mammmaaaaa dove sono finite le calzine blu? Erano quiiiiiiiii ed ora sono.. SPARITE! (Urlando da una camera all’altra della casa, perché ho accumulato talmente ritardo che non posso nemmeno perder dieci secondi ad attraversare il corridoio per parlarle da vicino.) Mia madre che non sente bene, distratta inoltre dalla importantissima puntata di “un posto in pretura “ risponde: - “ E che ci devi fare con le tazzine a quest’ ora?” -“No niente, sai com’è, magari mi venisse in aereo voglia di farmi un te…” - “ Perché le tazzine in aereo non ce le hanno?”. Ok, lasciamo perdere... mia madre.. …Mia madre , poi, è la stessa che una volta mi chiamò accorata mentre io ero ad un funerale per comunicarmi che era morto “FAVAROTTI” . -”Chi è morto ma’?”- pensando di non aver sentito bene. “ Favarotti!Il cantante lirico!” Naturalmente si riferiva a Pavarotti… il cantante. Scoppiai talmente il lacrime dalle risa, che i parenti del defunto pensarono che fossi in preda ad un attacco di sconforto. E come Favarotti: Debora Capidoglio, Natalie Cardonazzo…[e carciofazzo], Alessandro Cecchi Pavone , il giudice Santi Alighieri… -“Ma che era bello quell’ attore americano antico ..intanto però gli piacevano i maschi...proprio non mi viene in mente…ah ecco: Roccazzon (Rock Hudson)!” “Si, mamma e Brancaccion…” (Roccazzo e Brancaccio sono due quartieri della periferia di Palermo)
Il problema in se non è fare la valigia, ma riuscire a farci entrare tutto o quanto meno il più possibile. Come se diventasse una lotta personale: Arianna VS Valigia. Il principio di riempimento non si basa su “metto l’essenziale che mi serve” ma “ metto tutto quello che ci posso infilare” . D’altronde potrebbe anche servirmi quella graziosa canottiera gialla a pois verdi che non uso dal ‘99… Logicamente poi per serrare il bagaglio utilizzo il metodo universale di chiusura: mi ci siedo di sopra.
Dio benedica chi ha inventato i trolley…la valigia con le rotelle. La migliore applicazione della ruota dal V millennio a.C. ad oggi. - “Arianna portati il troll mi raccomando”, ovviamente mia madre. -“ Si, mi porto pure il folletto ed il nano da giardino... sai oggi domani un concorso...” Per chi non lo sapesse il troll, oltre ad essere un personaggio della mitologia scandinava, è nei videogiochi un mostro gigante e collerico che fa parte dei “cattivi”della situazione. Infatti ogni volta che mia madre mi dice di portarmi il “troll perché è più comodo” ,immagino me trascinare per il collo, con una catena, uno di questi immensi orchi rabbiosi su e giù per stazioni ed aeroporti. E considerata la mole del mio bagaglio, forse l’accostamento non è così infelice.
Riempire un troll richiede un’opera di ingegneria. Fase I: la cernita. Selezione di quello che devi e non devi portare, che nella pratica consiste nel tirar fuori tutto quello che hai in armadio e accatastarlo alla rinfusa sperando che gli stessi capi ti chiamino per farsi scegliere. Fase II: riuscire ad utilizzare e sfruttare tutti gli spazi mettendo i vestiti ,precedentemente scelti, come se fossero pezzi del tetris. È matematico che dopo aver completato l’opera, anche con una sorta di compiacimento, volgendo lo sguardo alla tua destra ti accorgi di non aver messo proprio le calzine blu che cercavi…e che non trovavi, accusando da tua madre al fantasma formaggino di averle nascoste per motivi a te oscuri. Fase III: serrarlo mediante il metodo universale di chiusura. (Vedi sopra)
Se hai la sensazione di esserti dimenticato qualcosa, rassegnati: l’avrai dimenticata davvero. Ovviamente te ne accorgerai appena arrivato a destinazione.
Troll infarcito, la mina è pronta a scoppiare: una variazione di temperatura, un urto leggerissimo ed ecco sparsi ovunque, come schegge di una bomba a grappolo: reggiseni, mutandine, calzini, trousse improbabili, accessori ridicoli , e tutto ciò su cui ora è meglio tacere.
Le compagnie aeree low-cost ti consentono di imbarcare gratuitamente un bagaglio a mano non superiore ai dieci kg. Non che sia un peso eccessivo, ma nemmeno una piuma se ti finisce in testa mentre sei seduto ad aspettare il decollo...
Il Palermo – Milano è un volo frequentatissimo, sembra quasi il 101 nelle ora di punta. Raggiungere il proprio posto è un’ odissea …Soprattutto se ti trascini un troll di dieci kg e cento grammi appena…
Once upon time..
“Si invitano i signori passeggeri, a depositare il bagaglio nell’apposito vano e prendere i propri posti per accelerare le operazioni di decollo”
Insomma devo sbrigarmi ad alzare il peso morto con le rotelle fino alla cappelliera. Lo steward vedendomi in difficoltà si avvicina gentile: “Ha bisogno di una mano? Lasci fare a me” “No non si preoccupi faccio io”- rispondo. Ma ho delle evidenti difficoltà ad alzare il mostro. Pericolo di ernia imminente. Dopo una serie di “faccio io” , “no, faccio io” , mi arrendo. Non faccio in tempo a sentire “Ok, faccia lei” dallo steward che mollo anche io la presa e ..sbam! Il troll finisce sul passeggero tedesco sotto. L’ira alemanna si abbatte funesta. Non sono bastate scuse, ne suppliche di perdono. Hitler si è reincarnato e vuole sterminare me e lo steward. Per fortuna con l’intervento di una host®ess riusciamo a pervenire ad un accordo: gli Italiani siamo tutti cafonen e “la compagnia le offre una bottiglia di vino per scusarsi dell’accaduto”. Dopo il trambusto l’ufficiale gentiluomo guardandomi incarognito solleva il bagaglio, lo inserisce nella cappelliera, chiude l’anta e buon viaggio. Finalmente mi siedo. Peccato che comincio a tossire come una tubercolotica ed ho bisogno delle mie caramelle che ho dimenticato di prendere dalla tasca esterna della valigia. Mi rialzo cercando di attirare il meno possibile l’attenzione, Hitler mi guarda terrorizzato e scruta attentamente ogni mio movimento, come se fossi una mina vagante. Apro la cappelliera, mi arrampico, rovisto e trovo le mie Benagol. Richiù..Richiud.. Richiudd… Cavolo non riesco a richiudere la cappelliera …”Deve essere il troll sporgente” penso. Dopo una decina di tentativi mi accorgo che non è il mio troll, ma vedo volgendo lo sguardo alla mia destra, alla fine dello scomparto, un involucro che fuoriesce quasi per metà, con la carta intestata: “Pasticceria Scimone”… Ebbene si, un bel vassoio di cannoli e paste completamente “assantumato” (“sfracellato” for not sicilian students) dai miei colpi d’anta. In un baleno afferro l’involto, lo spingo verso l’interno della cappelliera e chiudo. Mi sistemo, il volo è servito. Giunta a destinazione, un signore gentile (o forse preoccupato per la sua incolumità) che aveva assistito alla precedente scena mi aiuta a prendere il bagaglio, invitandomi ad abbandonare l’abitacolo il prima possibile. La musica di Psyco mi risuona nelle orecchie. Io voglio solo scappare al più presto ed evitare di incontrare il proprietario del patè cannoli… ma.. come nel migliore dei libri di Pennac, i pasticcini ovviamente erano del germanico che prima avevo simpaticamente “ammartucato” (voce del verbo: ti ho talmente riempito di lividi che sembri una mela marcia). Comincio a pregare tutti e 365 i santi che non se ne accorga. Assisto impassibile alla scena, tutto nella mia testa è a rallenty, la confezione è visibilmente logora e grondante, cola ricotta come se piovesse. Ma Adolf prende il pacchetto, si sporca la mano, di lecca il dito per pulirsi e se lo porta via come un vassoio in processione non accorgendosi del misfatto e si avvia verso l’uscita. Non posso crederci sono salva.
Finally posso dirigermi tranquilla verso il Mc Donald con il mio troll a prova di scippo (chi oserebbe rubare un troll che mostra evidenti segni di obesità ?) …sperando che lui non abbia fame...Non il troll…”Lui”, Adolfo…il tedesco. TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://wwland.spaces.live.com/blog/cns!4FBA45750E6BF234!3086.trak Weblogs that reference this entry
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